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ANCHE IL CORPO COMUNICA…SAPPIAMO ASCOLTARLO?

Il Dolore ci parla delle nostre Emozioni

Il Dolore è stato definito come “un’esperienza spiacevole, sensoriale ed emozionale, correlata con un danno tissutale”. Da questa definizione è importante isolare in concetto di Danno e il concetto di Esperienza, perché entrambi sono aspetti fondamentali nella “cura”.

In termini evoluzionistici, il dolore rappresenta un sistema di allarme sensoriale ed emozionale con lo scopo di segnalare rapidamente un danno: è una spia che si accende per informarci che qualcosa non funziona bene in qualche parte del nostro organismo, così possiamo focalizzarci sul distretto in questione e adoperarci per risanarlo.

Il dolore si distingue in Acuto e Cronico.

Il Dolore Acuto è un dolore di rapida insorgenza, è più facilmente correlabile ad un danno in senso stretto e rispetta pienamente la funzione di “allarme”.

Il Dolore cronico invece perde questa funzione di “allarme” e diventa esso stesso una patologia; in passato si parlava di “dolore cronico” quando la sintomatologia algica durava almeno sei mesi; attualmente il limite temporale è stato superato e oggi il dolore è cronico se “dura più del previsto”. Si associa a disturbi del sonno, depressione, affaticamento, riduzione delle capacità cognitive.

La ricerca di trattamenti efficaci per il dolore cronico è oggi considerata una priorità, a soffrirne sono, infatti, circa 80 milioni di europei, un adulto su cinque. Nel 63% dei casi si tratta di dolore alla schiena, seguito da dolore reumatico e alle articolazioni.

anche il copro comunica - riabilitazione psichiatrica Nella “cura” di una persona con dolore cronico, bisogna avere un approccio multidisciplinare e non concentrarsi solo sulla sintomatologia algica, che rappresenta l’aspetto fondamentale e necessario, ma non l’unico, e non sufficiente a spiegare tutte le forme di dolore cronico esistente! Il dolore viene percepito diversamente in base alla nostra capacità cognitiva di dirigere l’attenzione altrove o concentrarci sul sintomo specifico, e in base al vissuto emotivo collegato a quella particolare percezione.

 

 

“Noi pretendiamo che il dolore abbia origini nella mente o nel corpo,
anche se spesso sembra originare in terzo luogo tra o al di là della
mente e del corpo” (Sullivan)

 

Stressor psicologici possono costituire la base per il dolore cronico. Il dolore acquisisce dunque un significato di comunicazione verbale di un profondo disagio psico-fisico. La catastrofizzazione del dolore è una distorsione cognitiva e affettiva nella percezione del dolore per cui si amplificano gli effetti negativi del dolore, si rimugina sul dolore e si provano sentimenti di impotenza nell’affrontarlo. Questa diventa contemporaneamente anche una strategia di coping, per assicurarsi accudimento e vicinanza in una situazione emotiva che non ci sembra di poter gestire.

 

 

Il corpo e le emozioni

Le emozioni possono essere espresse tramite il corpo? Sì, certamente! Vediamo come: la paura fa sudare freddo, la rabbia fa venire i bollori, l’amore fa battere il cuore o tremare le gambe e l’ansia fa rallentare la salivazione o venire le “farfalle allo stomaco”, etc. Per questo esiste però anche un estremo patologico: I disturbi psicosomatici, che ci mostrano come il corpo sia un perfetto esempio di comunicazione di un disagio emotivo.

Si parla di Somatizzazione: un meccanismo che permette di trasformare i processi psichici in somatici. Solitamente questi meccanismi sono determinati dalla presenza di forte stress, ansia, conflitti emotivi.

Si attivano reazioni vegetative che possono portare a:

  • disturbi dell’apparato gastrointestinale: nausea, meteorismo, vomito, diarrea, colite, ulcera, gastrite, intolleranza a cibi diversi;
  • disturbi dell’alimentazione: quali anoressia, bulimia;
  • disturbi dell’apparato cardiocircolatorio: aritmia, ipertensione, tachicardia;
  • disturbi dell’apparato urogenitale: quali dolori e/o irregolarità mestruali, disfunzioni dell’erezione e/o dell’eiaculazione, anorgasmia, enuresi;
  • disturbi dell’apparato muscolare: quali cefalea, crampi, torcicollo, mialgia, artrite;
  • disturbi della pelle: quali acne, psoriasi, dermatite, prurito, orticaria, secchezza cutanea e delle mucose, sudorazione eccessiva;
  • disturbi pseudo-neurologici.

DOLORE E RIABILITAZIONE PSICHIATRICA

anche il copro comunica - riabilitazione psichiatrica L’obiettivo generale della Riabilitazione psichiatrica è accompagnare la Persona verso la “Recovery”, ovvero, il raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico e di autonomia del soggetto, a prescindere dalla presenza di sintomi. Aspetto caratteristico della Riabilitazione Psichiatrica, infatti, è quello di perseguire lo sviluppo di strategie che rendano il soggetto in grado di identificare e provvedere autonomamente ai propri bisogni. In particolare, nell’ambito del Dolore e delle Somatizzazioni, per raggiungere tale obiettivo risulta efficace lavorare principalmente su 3 aree: Consapevolezza, Emozioni, Equilibrio Psicofisico.

Per agire sulla Consapevolezza, studi scientifici mostrano l’efficacia dell’utilizzo della Psicoeducazione. Psicoeducare, consiste nell’ informare rispetto ai sintomi vissuti dalla persona e ai trattamenti che è possibile attuare. Conoscere, infatti, è il primo passo per poter effettuare un cambiamento: fornire informazioni permette al soggetto di avere un punto di partenza, di avere chiaro cosa affrontare, su cosa lavorare e le modalità attraverso cui è possibile farlo. Questo determina una significativa riduzione dei livelli di stress percepiti dalla persona, influendo positivamente sul suo benessere. Inoltre, in un percorso psicoeducativo, il soggetto è sostenuto dall’operatore nel cercare e sviluppare strategie funzionali, che favoriscano la gestione delle problematiche (pratiche, relazionali, personali) correlate ai contesti di vita quotidiana, riducendo il carico di stress percepito.

anche il copro comunica - riabilitazione psichiatrica

Spesso, infatti, il problema non risiede nell’ efficacia delle strategie adottate, ma nello stress che il soggetto avverte nel metterle in pratica. Per questo, sviluppare strategie alternative, che siano altrettanto efficaci ma che richiedano un minor dispendio di energie, è fondamentale non soltanto ai fini della riduzione dello stress, ma anche per aumentare i livelli di Resilienza, autostima e autoefficacia percepita (quanto mi sento efficace nell’affrontare le situazioni, quando ritengo di essere in grado di gestire le richieste provenienti dal contesto in cui vivo).

Per quanto riguarda le Emozioni, esse rappresentano un’area fondamentale nel trattamento del Dolore e delle Somatizzazioni. Da un punto di vista Riabilitativo, si propone un percorso di Alfabetizzazione Emotiva, con l’obiettivo di potenziare la capacità di riconoscimento, espressione e gestione funzionale delle emozioni da parte dell’utente.

Si procede, quindi, all’analisi delle singole emozioni nelle loro componenti fisiche, psichiche e comportamentali, sottolineando per ognuna la sua funzione nella nostra vita. Sensazioni Fisiche caratteristiche dello stato emotivo in questione.

Ogni emozione ci comunica un messaggio preciso, allenarsi a comprenderlo permette allo stesso tempo di imparare a indirizzare l’attenzione verso se stessi, sviluppando una maggiore consapevolezza di sé e di comprendere l’importanza del comunicare le proprie emozioni e le motivazioni che le causano, al fine di migliorare la qualità delle proprie relazioni.

Poiché ci stiamo riferendo al trattamento del Dolore e di disturbi in cui il corpo riveste un ruolo centrale, oltre alla Psicoeducazione e all’Alfabetizzazione Emotiva, la letteratura scientifica sottolinea l’efficacia dell’utilizzo di approcci pratici come la Danzamovimentoterapia, per ristabilire un rapporto funzionale con il proprio corpo e favorire lo sviluppo di un equilibrio psicofisico.

anche il copro comunica - riabilitazione psichiatrica La specificità della Danzamovimentoterapia si riferisce al linguaggio del movimento corporeo, alla relazione esistente tra emozioni e strutture muscolari e al processo creativo, quali principali modalità di valutazione e di intervento all’interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione della persona.

La Danzamovimentoterapia, infatti, attraverso degli esercizi pratici, agisce in maniera diretta sul corpo e sul movimento, sull’espressione corporea di uno stato emotivo, stimolando il soggetto a riconoscere e vivere emozioni che altrimenti sfuggirebbero, non verrebbero riconosciute o evitate perché troppo intense e di difficile gestione.

L’intervento, quindi, propone un cambiamento a livello corporeo che possa generare una modifica interiore, ristabilire un’armonia psicofisica e ridurre le sensazioni di disagio legate al proprio corpo, promuovendo l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e psicosociale della persona.

Nel trattamento del Dolore, inoltre, è considerato particolarmente efficace l’utilizzo del Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR), primo intervento strutturato basato sulla Mindfulness. Il concetto alla base di questa pratica, è la consapevolezza ed accettazione, priva di giudizio, del “qui e ora”. Attraverso dei momenti di meditazione, che si rifanno alla tradizione buddista, si persegue l’obiettivo di potenziare la consapevolezza della persona rispetto al momento presente, ai propri pensieri, al proprio corpo e alla propria unità psicofisica. In questo modo, ci si focalizza sull’incremento della capacità di percepire tutte le sensazioni che derivano dal corpo, comprese quelle positive, che sono spesso sottovalutate a favore di una maggiore attenzione nei confronti di aspetti negativi. Una maggiore consapevolezza psico-fisica, favorisce un incremento della gestione cognitiva ed emotiva del Dolore Cronico, riducendo lo stress e il malessere correlati ad esso.

 

 

 

Anche il corpo comunica…sappiamo ascoltarlo?
Riabilitazione psichiatrica
La Danzamovimentoterapia
Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR)